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3. MONDIALI DI CALCIO RUSSIA 2018: CAMPIONI DI MARKETING! | #ilovemarketing

CAMPIONI DEL MONDO, CAMPIONI DI MARKETING!
La Francia ha vinto i mondiali di calcio, ma quale brand ha prodotto la migliore campagna marketing sui mondiali?

I mondiali di calcio sono da sempre uno dei più importanti eventi a livello globale.

Circa 3,5 miliardi di persone in oltre 200 Paesi hanno “partecipato” all’evento sportivo: seguendo i match da ogni parte del pianeta, twittando e postando contenuti sulle principali piattaforme. Russia 2018 ha raggiunto un’attenzione spropositata su tutti i media, e come al solito vari brand hanno preso l’onda dell’entusiasmo e hanno dato libero sfogo alla creatività pubblicitaria.

Ecco i migliori spot pubblicitari di Russia 2018!

Il derby tra titani: Nike vs Adidas

Nike, sponsor del Brasile da oltre 20 anni, ha schierato la sua punta di diamante, Ronaldo, rivisitando il celebre spot in occasione dei Mondiali in Francia del 1998 che vedeva il campione ed altri connazionali, in attesa del volo per Parigi, dribblare passeggeri, hostess, piloti, aerei e quant’altro all’interno dell’aeroporto di Rio de Janeiro sulle note di “Mas Que Nada” di Sergio Mendez. A distanza di 20 anni la storia si ripete: la soundtrack è la stessa, ma compaiono videogiochi, social network e non solo. E alla fine il pezzo forte: Ronaldo, con la stessa maglietta blu del ’98, che riprova lo stesso calcio in aeroporto. E sbaglia ancora..

Palla al centro. Adidas risponde postando il giorno dopo il “gol” della Nike con un video di 90 secondi: “Create the Answer”. Inserito nella più ampia campagna “Here to Create”, la clip riunisce ben 56 tra i più famosi personaggi sponsorizzati dalle three stripes: Messi, Josè Mourinho, David Beckham, Pogba e Pharrell Williams.

Lo spot unisce calcio, moda e musica. Trascinando lo spettatore dietro le quinte di uno spettacolo mozzafiato e poi invitato con tanto di mossa di Pharrel a cercare la propria creatività, seguendo il motto “Creativity is the answer“.

VISA – DON’T MISS A GOAL

La VISA, che ha da poco segnato con Zlatan Ibrahimovic un cospicuo contratto di sponsorship, ha scelto lo stesso per il suo spot a tema mondiali: per promuovere la novità di pagamento contactless delle carte a circuito VISA il clip vede un ragazzo in un bar che “perde tempo” a cercare gli spicci per pagare la bevuta, distogliendo così lo sguardo dal match in diretta. Zlatan redarguisce il ragazzo dicendogli che così si perde la partita e paga in un secondo utilizzando la sua VISA.

La nazionale Italiana

Questi mondiali sono stati per gli italiani un tasto molto dolente, per i nostri brand invece sono stati fonte di grande ispirazione e di insegnamento.

La Chicco, ad esempio, ha utilizzato il fallimento della nazionale di calcio italiana per legarsi al tema della natalità. I mondiali, come specifica lo spot, sono sempre stati correlati a Baby Boom notevoli. E quest’anno che l’Italia non giocherà? La Chicco suggerisce schiettamente “FACCIAMOLO!”, invitando i nostri connazionali a fare ugualmente un altro baby boom: “Abbiamo bisogno di bambini, migliaia, milioni, trilioni di bambini, bambini che ci aiuteranno a crescere portando l’Italia dove è giusto che sia, facciamolo per l’Italia, facciamolo tutti l’uno con l’altro! Sommiamoci, moltiplichiamoci fino all’infinito, facciamolo per amore o semplicemente per il piacere di farlo. Facciamolo dovunque ovunque e comunque sia, ma facciamolo, facciamolo per l’Italia perché in questo mondiale i gol per l’Italia li segniamo noi!”

The winner: CERES

Il settore marketing della Ceres è ormai un habitué del podio. La campagna italiana lanciata in occasione dei mondiali ha avuto un forte impatto, controverso come di norma, ma dal contenuto forte.
C’è un’Italia che è andata ai mondiali”. In che senso? Nel vero senso. Perché è vero che una parte dei nostri compatrioti al mondiale c’è andata per davvero: parliamo di tutti quegli italiani che hanno origini e nazionalità diverse, perché “L’Italia non è andata in Russia. Ma l’Italia non è fatta solo di Italiani. Ecco il nostro grazie ai ragazzi che hanno portato un po’ di Italia ai Mondiali.” Cita la didascalia di CeresOfficial su Youtube. Lo spot, marchiato dall’hashtag #APRIAMOIBAR (in chiaro collegamento al #APRIAMOIPORTI) rappresenta vari tifosi seguire i match del mondiale in un bar, il tutto con l’inno italiano di sottofondo cantato da una voce che non ha propriamente l’accento italiano.

La CERES fa quello che una pubblicità dovrebbe sempre fare oltre a promuovere un prodotto: incoraggiare lo spettatore verso più nobili principi. Doppietta per la Ceres.

 

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