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“SKOLSTREJK FOR KLIMATET”: IL CASO VIRALE DI GRETA THUNBERG

#FridaysForFuture – Sciopero Globale is the new Friday!

Venerdì di sciopero degli studenti, oggi 15 marzo. Ma gli scioperi degli studenti per l’ambiente non sono una novità e sono anzi sempre più frequenti, quindi fin qui nulla di eccessivamente straordinario. Se non fosse che si tratta di uno sciopero degli studenti indetto a livello globale, riguardante la questione del cambiamento climatico, che ha coinvolto e trovato l’appoggio delle principali associazioni ambientaliste su scala mondiale e che il tutto parta da una ragazzina svedese di soli 16 anni e affetta dalla sindrome di Asperger.

Si chiama Greta Thunberg, e sicuramente la avete già sentita nominare.

Chi è Greta Thunberg?

Classe 2003, nata a Stoccolma. Una bambina un po’ particolare ma con una vita tutto sommato normale. Fino al 20 agosto del 2018.
Quel giorno infatti la piccola Thunberg ha smesso di andare a scuola per recarsi davanti al Parlamento Svedese con un cartello con scritto “Skolstrejk for Klimatet“, letteralmente “Sciopero scolastico per il clima“. La Svezia stava uscendo da un’estate particolarmente torrida, che aveva registrato numerosi ed estesi incendi nel paese; e questa situazione, a Greta, proprio non è andata giù. Fino al 9 settembre, giornata in cui si sono svolte le elezioni politiche, Greta non ha frequentato le lezioni, passando l’orario scolastico lì, seduta davanti alla sede del Parlamento.

Prima o poi qualcuno la avrebbe notata e allora sarebbe arrivato chiaro il suo messaggio: è necessario fare qualcosa, e questo compito spetta al governo. C’è bisogno urgente di occuparsi seriamente del cambiamento climatico, attraverso l’adozione di politiche più incisive volte a ridurre le emissioni di CO2 (tra i principali gas serra), promuovendo campagne di sensibilizzazione e giornate ecologiche.

E così è successo: ha iniziato a postare sulle principali piattaforme contenuti e foto della sua individuale piccola rivolta, e la sua foto ha fatto il giro del mondo. Dopo le elezioni la piccola ha ricominciato a frequentare la scuola assentandosi soltanto il venerdì, per continuare la sua protesta, è nato così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future.

 

La storia della piccola Thunberg, mese dopo mese, ha raggiunto ogni parte del mondo e la sua protesta è diventata fonte d’ispirazione per tantissimi altri studenti, che, sul suo esempio, hanno iniziato a organizzare marce, sit-in, manifestazioni e dimostrazioni di piazza in diversi paesi. Tutte incentrate sul tema del clima, e tutte rigorosamente indette di venerdì. Si stima che negli ultimi mesi si siano tenute circa 300 manifestazioni in varie città del mondo, e che queste abbiano registrato la partecipazione di decine di migliaia di studenti.

L’attivismo climatico e i riconoscimenti, fino alla candidatura al Nobel per la Pace.

Il seguito che si è radunato attorno alla figura della giovane svedese le ha dato la visibilità necessaria affinché qualcuno si degnasse di ascoltarla. Ha iniziato a parlare in pubblico durante le manifestazioni, fino ad arrivare nel dicembre del 2018 al COP24, la ventiquattresima Conferenza delle Parti sul Clima indetta dalle Nazioni Unite, svoltasi nel dicembre 2018 a Katowice, in Polonia. In quella occasione la piccola Greta prese la parola a nome della Global Justice Now, la coalizione globale di associazioni che si battono per la cosiddetta “giustizia climatica“. Le sue parole hanno colpito a fondo sui presenti, e la hanno portata all’attenzione della cronaca globale, accrescendo la cassa di risonanza  ed innescando una crescita esponenziale dell’adesione degli studenti di tutto il Mondo alla sua causa.

La rivista TIME  ha annoverato la Thunberg nella sua lista dei 25 adolescenti più influenti del 2018; la scorsa settimana, in occasione dell’8 Marzo, Giornata internazionale della donna, Greta è stata nominata la donna più importante e influente del 2019 in Svezia.

300.000 follower su twitter, quasi 600.000 su Instagram e 270.000 persone che parlano di lei su Facebook. Ma non è tutto: tre parlamentari norvegesi hanno proposto il nome della giovane attivista tra i candidati al Premio Nobel per la Pace 2019.

Ancora una volta i social network si scoprono come strumento di informazione e di organizzazione di massa: oggi 15 marzo, ogni piattaforma è invasa di post, foto, live stories e ricondivisioni di studenti, che da ogni parte del mondo si ritrovano in piazza, e sui social, per condividere un messaggio all’unisono:

Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Ci avete ignorato in passato e continuerete a farlo. Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.

cit. Greta Thundberg, discorso in occasione del COP24 svoltosi in Polonia il 4 dicembre 2018

Today is the day!

Lo sciopero globale del clima è in atto. Sul sito ufficiale dell’iniziativa è possibile monitorare l’andamento della manifestazione a attraverso una mappa sapere in quali città si stanno tenendo cortei o sit-in, quali sono i punti di incontro, le varie attività organizzate, etc.

Gli hashtag ufficiali #FridaysForFuture e #ClimateStrike hanno già superato i 100mila post e permettono di seguire le manifestazioni che si stanno tenendo in ogni parte del pianeta.

In ben 182 piazze di tutta Italia, in questo preciso istante, giovani studenti (e non) stanno urlando contro un sistema che sta uccidendo il nostro pianeta, e con lui tutti noi.
Per il nostro bene, per quello dei nostri figli, finché siamo ancora in tempo.

Ed ora scusate, ma è venerdì, e andiamo a manifestare anche noi.

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